Jim Bridger

FR54-87

Scala:54 mm

Descrizione:
Jim Bridger nasce nei dintorni di Richmond Virginia il 17 Marzo 1804. Cresce in ambiente pionieristico e parla disinvoltamente l’Inglese ed il Francese. Si trasferisce giovanissimo a Ovest. Nel 1822 risponde al manifesto di chiamata di William Ashley, “100 Giovani Uomini Intraprendenti”, e si arruola quando aveva 17 anni.

Storia:
Il suo biografo, Grenville Dodge, lo ha descritto come “Un uomo molto socievole. Alto più di un metro e ottanta, dritto come una freccia, agile, scarno e potente d’ossatura, occhi grigi, capelli castani abbondanti anche in età avanzata, l’espressione mite e gradevoli maniere. Fu ospitale e generoso, ed era sempre fidato e rispettato.”. Bridger trascorre il suo primo anno sulle Rocky Mountain nell’alto Missouri sotto il comando del Maggiore Andrew Henry e rientra nella primavera del 1823, quando la brigata è costretta al rientro dalle ostilità con i Piedi Neri. In seguito è ancora con Henry al fiume Yellowstone, dove accade che Hugh Glass viene aggredito da un Grizzly, che lo riduce in fin di vita. Henry ordina a Jim di rimanere con Glass sino alla sua morte. Dopo un giorno lo ritiene morto e lo abbandona. Miracolosamente Glass sopravvive e si trascina con una gamba rotta e gravi ferite sul corpo sino a raggiungere la base. L’intento era di uccidere Bridger per averlo abbandonato, ma quando l’incontra, lo risparmia, perché lo ritiene tanto giovane e considera l’accaduto un suo grave errore di gioventù. Jim Bridger ricorderà questo momento come il più terribile della sua vita. Nel 1823 trascorre il suo primo Inverno sulle Rocky Mountain, nella regione del Bighorn come aggregato alla brigata di John Weber. Nella primavera del 1824 inizia la deposizione delle trappole e le catture sono buone, fino a fine Estate sarà a mettere trappole sul fiume Bear, spingendosi, aggregato alla brigata, molto a Sud – Ovest, sino a giungere alle porte dell’Inverno nella Willow Valley e per l’Inverno si posiziona nel Cub Creek, nell’attuale Utah. Questo periodo lo forgia, tuttavia risulta più perspicace di molti compagni, ingegnoso nell’attrezzarsi, capace di risolvere ogni problema, ma soprattutto molto abile nell’orientarsi e dotato di uno spiccato senso naturale nel scegliere i percorsi migliori. Nella primavera del 1825, partecipa con la brigata di Weber a posare trappole lungo il Wasatch. Quell’estate Bridger partecipa al primo Rendez-vous, quello tra Utah e Wyoming. L’inverno del 1825-1826 Bridger lo passa con la maggior parte degli uomini di Ashley nella valle del Salt Lake, continuando a posare trappole per circa quattro anni. E’ stato presente ai rendezvous del 1826/27/28. Nel 1830 Bridger e quattro altri soci costituiscono la Rocky Mountain Fur Company, tuttavia i luoghi di caccia sono esauriti e la riserva di castori crolla. Si istaura una maggior concorrenza tra le compagnie, in particolare l’American Fur Company di John Jacob Astor detiene quasi il monopolio. Bridger è costretto ad avventurarsi più a Nord, ma incontra ostilità dai Piedi Neri e nel 1834 la Rocky Mountain Fur Company è costretta allo scioglimento. Nel decennio che va dal 1835 al 1845, il lavoro per le pellicce così impostato finisce, però Jim Bridger rimane intrappolato nelle Rocky Mountain. Infatti, nel 1843 Bridger, con Louis Vasquez, costruisce Fort Bridger, sulla riva sinistra del Green River. Nel 1865 lavorò come guida per l’esercito che doveva riaprire la Bozeman Trail, che, durante la C.W., era andata in gran parte sotto il controllo di Sioux e Cheyenne. Il contatto continuo coi Nativi permette a Jim d’imparare a parlare molti loro idiomi che si aggiungono all’Inglese e Francese, nonché ad un buon Spagnolo, già imparato dai meticci al tempo della compagnia delle pellicce. Questa possibilità comunicativa lo rende molto ricercato sia dai pionieri sia dall’Esercito e gli consente ampia facoltà di commercio. Commercia abilmente coi Nativi guadagnando la loro fiducia e diventa un punto di riferimento per i commercianti della costa Est. Nell’Estate 1853, a Fort Bridger, iniziano delle animosità dei Mormoni nei confronti di Bridger. Sostengono che conduca dei commerci proibiti con i Nativi e lo incolpano di nefandezze. Soprattutto armi e munizioni e di suscitare ostilità dei Nativi contro i Mormoni. In seguito a queste turbolenze si sposta ad Est e, nel 1855, torna sulle montagne. Questa parte della vita di Bridger è immediatamente precedente al suo arruolamento nell’Esercito. E’ un passaggio significativo perché si deve allontanare dalle sue Montagne, prendere ordini e non darne. Sembra un po’ l’epilogo della sua carriera di Mountain Man libero ed indipendente. Tra il 1870 e il ’73, le condizioni di salute peggiorano, deve abbandonare le montagne. Si ritira nella sua fattoria nelle vicinanze di Kansas City, dove muore lo stesso giorno della nascita il 17, ma del Luglio 1881, all’età di 77 anni. Per 23 anni la sua salma riposa nel piccolo cimitero a poca distanza dalla sua fattoria, dimenticato da tutti, quando viene traslato nel 1904, a spese del governo, nel cimitero monumentale di Indipendence nel Missouri in occasione del centenario della nascita. Entra così tra gli Eroi della Storia degli States, si parla di lui nei libri di scuola e nel 1950, Jonny Horton, noto cantore epico, gli dedica un inno, “Canzone di Jim Bridger”.

Materiale:
White Metal

Pittore:
Danilo Cartacci

Scultore:
Giampiero Russo

Numero Pezzi 7 - Peso 80 gr. - Prezzo 28 €


Gli Artisti che l'hanno dipinta


 
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