Abdallah - muntaz libico

RE54-08
porta stendardo Colonna Graziani
Scala:54 mm

Descrizione:
Le operazioni per la riconquista dei territori libici abbandonati durante la Grande Guerra vennero avviate nel 1922, in Tripolitania, dal Governatore Giuseppe Volpi, ed ebbero inizio con l’occupazione di Misurata Marina, avvenuta nel febbraio di quell’anno.

Storia:
A ciò la resistenza araba reagì isolando il presidio di Azizia (40 km a sud di Tripoli), tenuto da un Battaglione Eritreo, per la cui liberazione si mosse dalla Capitale una colonna operativa al comando del Colonnello Graziani, che sbloccò il presidio nella giornata dal 30 aprile 1922.
Nei mesi seguenti la colonna Graziani, in concorso con altri raggruppamenti mobili composti principalmente da truppe coloniali, prese parte a tutte le operazioni di riconquista dell’interno a sud-ovest di Tripoli, dai primi contrafforti del Gebel fino al confine tunisino, riprendendo Jefren, Garian, Tarhuna e Misurata Città.
In questo contesto si inserisce il pezzo proposto, raffigurante il Muntaz libico Abdallah, “signifer” della Colonna Graziani nell’estate 1922.
Lo stendardo della colonna Graziani ebbe una genesi singolare: esso venne infatti realizzato da un Tenente del I Battaglione Eritreo, Filippo Ubaldi, che alla fine del marzo 1922 aveva raggiunto Azizia con la sua Compagnia, grazie ad una operazione di aviotrasporto ante-litteram, per rinforzare il X Battaglione.
Pochi giorni dopo lo sblocco di Azizia da parte della colonna Graziani, il Tenente Ubaldi si era ingegnato per confezionare un’insegna per il Colonnello, e ciò fece utilizzando materiali di recupero di varia provenienza: dal Diario personale del Tenente, meritano di essere riportate le parole da lui usate il 13 maggio 1922, in occasione della consegna ufficiale dello stendardo: «Con un pezzo di compensato, opportunamente sagomato, un tubo di alluminio, pezzi di ottone ed altri ammennicoli (materiali tolti al “Caproni” sfasciatosi due mesi fa sul nostro campo d’atterraggio) e con le sgargianti fasce distintive dei reparti Libici ed Eritrei, fasce riunite e legate sotto l’insegna, ho confezionato un magnifico stendardo su la cui insegna, sagomata, con l’inchiostro di china, ho scritto il motto “AUDACIA VINCIT”. In cima allo stendardo, al posto della consueta freccia, ho messo una specie di mazzuolo (come quello per le civette) ove “Ciccio”, il magnifico falco che Kerbisc ha regalato al Col. Graziani, domina e si pavoneggia. Questa mattina, alla presenza degli Ufficiali di tutti i reparti, il Magg. Taurino ha solennemente consegnato lo stendardo al Col. Graziani. Lo stendardo, portato dal Muntaz cammellato Abdallah indicherà a tutta la colonna il posto di Comando».

Purtroppo Ubaldi non specifica, nel suo scritto, i colori delle fasce che poté appendere all’insegna: ma sulla base dell’analisi dei reparti che componevano la colonna, si può ipotizzare che si trovassero raggruppate fasce dei seguenti colori: rosso (forse due fasce, di cui una per i Gruppi Spahis e una per lo Squadrone Meharisti), verde (VI Battaglione Libico), nero (forse due fasce, di cui una per il I Battaglione Libico e per il IV Battaglione Eritreo), scozzese (V Battaglione Eritreo), giallo (2ª Batteria Cammellata Libica), verde-azzurro a righe verticali (XIX Battaglione Eritreo Misto).

RICERCA UNIFORMOLOGICA E NOTE STORICHE A CURA DI GABRIELE ZORZETTO

Materiale:
resina

Pittore:
Danilo Cartacci

Scultore:
Nino Pizzichemi

Numero Pezzi 18 - Peso 220 gr. - Prezzo 60 €


Gli Artisti che l'hanno dipinta