Tenente Giuseppe Cimicchi

RA54-06

Scala:54 mm

Descrizione:
Quelle che seguono sono note tratte dal libro ”I siluri arrivano dal cielo – Memorie di Guerra di Giuseppe Cimicchi”. Non descrive una azione militare bensì un episodio curioso svoltosi nelle acque dell’Adriatico, di fronte a Rimini, vicinissimo, quindi, a casa mia:

………. Dovemmo, da Roma, partire in fretta per Reggio Emilia; lì prendemmo in consegna tre aerei e subito ripartimmo alla volta di Rodi. Nessun altro nostro viaggio fu mai più amaro di quello. Capita anche ai soldati più agguerriti dì piegarsi, a un tratto, sotto il peso della stanchezza. Era il nostro caso. Per giunta, durante quel viaggio, ci trovammo a costeggiare l'Adriatico: le belle spiagge — si era d'estate — brulicanti di gente e di ombrelloni.

Storia:
- Eccoli, quelli che si divertono! — mi gridò Casali, indicando con un gesto l'arenile.
Ci colse allora una sorta di rabbia infantile. Certi contrasti tra gli ozi metropolitani e i rischi della prima linea sono più evidenti che mai all'occhio dell'aviatore, che ha modo e occasione di spostarsi in breve dalle sedi della spensieratezza e del divertimento a quelle della guerra. Volavamo già bassi: scendemmo ulteriormente. Ci piaceva spaventare i bagnanti col nostro passaggio. Gli aerei sfioravano quasi l'acqua, al punto che questa, mossa dal vento prodotto dalle eliche, si apriva sotto ogni aereo in una sorta di scia. Un giuoco pericoloso: sarebbe bastato un attimo di disattenzione da parte nostra per provocare un cappottamento del velivolo. Procedemmo così per qualche chilometro, ora alzandoci, ora abbassandoci. Navigavamo a nostro capriccio, come in un giuoco. Vidi a un tratto un cutter dalle bianche vele spiegate, che trascorreva lento a due chilometri circa dalla costa. Si distinguevano a bordo due donne, in costume da bagno rosso e due uomini. La bella imbarcazione bordeggiava, lieve come un gabbiano; pareva il simbolo stesso della spensieratezza di cui avanti ho parlato. Fui preso dall'impulso improvviso di scendere a spaventare quella gente. E senza riflettere oltre, mi alzai dì quota quanto occorreva per potermi quindi tuffare in picchiata. Nel richiamare a me l'apparecchio e rimetterlo in linea, vidi l'imbarcazione capovolgersi. Non l'avevo urtata, ma la scia d'aria prodotta dalle eliche, investendo la vela, aveva causato il disastro.
- Si salvano a nuoto — mi gridò il motorista. Vidi infatti i quattro gitanti che, spaventatissimi, nuotavano a rapide bracciate verso la spiaggia. Sulle prime restai male: non avrei voluto giungere a tanto, fino cioè a provocare un naufragio. Poi, a bordo, qualcuno rise, e finimmo col ridere tutti dell'accaduto.
- Acqua in bocca mi raccomando — dissi poi a Casali.
- State tranquillo, tenente; acqua in bocca …………………….
………………. A Rodi, dove tornai verso la fine dell'agosto, trovai delle novità. Innanzitutto appresi che Buscaglia, durante la mia assenza, aveva proposto al Ministero il mio avanzamento per meriti di guerra. E la proposta era stata accolta. L'altra novità era indubbiamente assai meno lieta. Nonostante l'« acqua in bocca » di Casali e degli altri a Roma era scoppiata la « grana » del cutter dì Rimini, da me rovesciato nel modo che ebbi a dire. Quattro naufraghi avevano reclamato presso le autorità: il Ministero, dopo una lunga serie di ricerche, era riuscito a individuare in me il colpevole. Fui chiamato a Rodi, a rapporto dal Generale Longo. Mi presentai a lui timoroso.
- Siete stato voi, Cimicchi?
- Sissignore — risposi.
- E com'è andata?
Gli raccontai tutto, per filo e per segno; senza tacere neppure dello stato d'animo in cui ero durante quel viaggio e del vago risentimento che mi aveva spinto a quel gesto. Del resto si era trattato, nelle intenzioni almeno, soltanto di uno scherzo. Mi aspettavo gli arresti.
- Tutto qui?
- Tutto qui, signor Generale.
- Andate pure — mi disse stringendomi la mano …………………….

Materiale:
resina

Pittore:
Danilo Cartacci

Scultore:
Nino Pizzichemi

Numero Pezzi 5 - Peso 60 gr. - Prezzo 25 €


Gli Artisti che l'hanno dipinta