Bulukbashi in Grande Uniforme

RE54-04
Banda a Cavallo dell'Amhara - A.O.I. 1937
Scala:54 mm

Descrizione:
Consulenza uniformologica e note storiche a cura di Gabriele Zorzetto

Storia:
Il 25 settembre 1934, con ordine del Comando del R.C.T.C. dell’Eritrea, si costituiva in Barentù la Banda Regolare a Cavallo del Bassopiano Occidentale Eritreo, formata da 150 uomini al comando del Tenente Camillo D’Errico, proveniente dallo Squadrone Indigeni. La Banda rimaneva inquadrata nel Gruppo Bande del Bassopiano Occidentale fino al 30 giugno 1935, data in cui passava alle dirette dipendenze del locale Comando Zona. (A.D. 314) Dopo un breve periodo di comando del Capitano Pompeo Zamolo, il comando della Banda era assunto dal Capitano di Cavalleria Giovanni Alberto Bechi, che, coadiuvato dai Sottotenenti Francesco Giusti del Giardino e Federico Serego degli Alighieri, la guidava nella campagna etiopica del 1935/36. Il primo impiego operativo avveniva solo nel marzo 1936, quando la Banda, inquadrata nel Raggruppamento Celere del Bassopiano Occidentale (Colonnello Gastinelli), prendeva parte all’occupazione di alcune località dell’Uolcait (Amhara nord-occidentale) e della fascia confinaria verso il Sudan, portandosi poi, nell’estate, a Gallabat e a Gadabi. Nell’autunno 1936 la Banda, con la colonna del Generale Della Bona, partecipava all’occupazione della regione del Beni Sciangul, scontrandosi con gruppi ribelli a Ciantola (3 novembre) e Quara (10 novembre), e impegnandosi nelle operazioni per il disarmo della regione di Auesa. Nel gennaio 1937 il reparto, sempre con la colonna Della Bona, passava il Nilo Azzurro a Sciogali, e raggiungeva Asosa, da dove iniziava la marcia verso la regione del Uollega per partecipare alle operazioni contro Ras Desta; ma durante questo trasferimento il Capitano Bechi riceveva l’ordine di raggiungere Massaua ed imbarcarsi per l’Italia, in previsione della sfilata di Roma per il 1º Annuale dell’Impero. Con una marcia ininterrotta durata due mesi la Banda raggiungeva Agordat e di qui, per ferrovia, Massaua. A Roma, il 5 maggio 1937, la Banda mutava la propria denominazione, trasformandosi in “Banda a cavallo dell’Amhara”, e riceveva un nuovo gagliardetto di combattimento, eseguito su disegno del Capitano Paolo Caccia Dominioni, e consegnato dalla Regina Elena di Savoia. Rientrata in Africa Orientale, la Banda era chiamata a partecipare alle operazioni di polizia coloniale nella regione del Lasta, dove nell’agosto-settemrbe 1937 era scoppiata una grave rivolta. Il 7 ottobre 1937 il Capitano Bechi cedeva il comando del reparto al collega Gianni Dusmet de Smours, che lo teneva fino all’inizio del dicembre successivo, quando gli subentrava il Tenente Luigi Cavarzerani di Nevea. La Banda, provata dalle operazioni militari, si trasferiva nella nuova sede di Amba Gheorghis, non lontano da Gondar, dove si riorganizzava con nuovi quadrupedi e materiali, senza eseguire uscite di rilievo fino al maggio 1938. I mesi di maggio e giugno 1938 erano caratterizzati da una serie di azioni nella zona di Uacnè (ove il presidio era rimasto bloccato dai ribelli) e Celgà, condotte con la colonna Binacchi. Il 10 maggio la Banda sosteneva un duro scontro al torrente Ghent, e il 29 giugno, nella zona del Goang, rimasta temporaneamente al comando del Sottotenente Bruno Jesi, durante una ricognizione si trovava costretta ad impegnarsi in un combattimento contro soverchianti forze ribelli, e a ripiegare con alcune perdite; nell’azione lo stesso Jesi era stato più volte gravemente ferito; (rimpatriato, avrebbe dovuto in seguito subire l’amputazione della gamba destra; a Bruno Jesi fu conferita l’anno seguente la M.O.V.M., che però gli sarebbe stata consegnata solo nel 1941 direttamente dal Principe di Piemonte, poiché in un primo tempo, essendo di religione ebraica, era stato espulso dall’Esercito). Il periodo estivo il reparto lo trascorreva accampato dapprima al Goang, e poi nella nuova sede di Azozò, press Gondar, dove provvedeva nei mesi seguenti alla propria riorganizzazione. All’inizio di dicembre, infine, trasferiva il campo base ad Amba Gheorghis. Il 31 dicembre 1938, a seguito di Decreto Vicereale, si procedeva allo scioglimento della Banda e alla sua trasformazione in “XIV Gruppo Squadroni di Cavalleria Coloniale”, sempre al comando del Capitano Cavarzerani. Dalla sua costituzione (1º dicembre 1934) allo scioglimento (31 dicembre 1938), la Banda aveva subito le seguenti perdite: Militari Nazionali caduti: 0; feriti 2. Militari Coloniali caduti: 137; feriti 82. Quadrupedi morti in combattimento: 62; feriti in combattimento: 18; morti per malattie e disagi: oltre 250.

RICERCA UNIFORMOLOGICA E NOTE STORICHE A CURA DI GABRIELE ZORZETTO

Materiale:
resina

Pittore:
Danilo Cartacci

Scultore:
Nino Pizzichemi

Numero Pezzi 8 - Peso 60 gr. - Prezzo 25 €


Gli Artisti che l'hanno dipinta